Risposta diretta: Nella Leela per due persone, ciascun partecipante conserva la propria domanda, il proprio percorso e il controllo su ciò che condivide. È utile alternare turni completi: lanciare, scrivere, condividere volontariamente e chiudere la nota prima del cambio. Una domanda comune è possibile se riguarda azioni condivise, non pensieri segreti, colpe o sentimenti dell’altra persona.

Due persone non creano un diario comune
Condividere tavoliere e tempo non rende collettive le risposte. Senza una regola, i percorsi si confondono e uno può dire: “Questa casella parla sicuramente della tua paura dell’impegno”. L’altro diventa oggetto di analisi.
La regola centrale è: tavoliere comune, autori separati.
Due possibili strutture
Due intenzioni indipendenti
Ognuno scrive la propria domanda e segue il proprio percorso. È adatto ad amici, colleghi o compagni di apprendimento che condividono la sessione ma non il tema.
Una domanda comune di processo
Deve riguardare ciò che entrambi possono modificare: “Come prepariamo il trasferimento?” o “Quale conversazione chiarisce le aspettative del progetto?”. Le domande sui pensieri segreti o sulla colpa non sono adatte. Consulta le domande non adatte alla Leela.
Anche con un tema comune, ciascuno risponde prima in autonomia.
Il ciclo di un turno completo
- A lancia e nomina la casella finale.
- A scrive in silenzio.
- A condivide solo ciò che desidera.
- B pone una domanda concordata.
- A conclude e cede il turno.
“Quale fatto lo sostiene?” e “cosa dipende da te?” aprono la riflessione. “Questo prova il tuo trauma, vero?” impone un’identità.
Tre livelli di riservatezza
- comune: tavoliere, lancio, percorso e tempo;
- volontario: intenzione e commento parlato;
- privato: bozze, informazioni su terzi e conclusioni non condivise.
Su uno schermo comune, la scrittura personale rimane nascosta. A distanza valgono i principi delle stanze private di Leela.
Esempio senza competizione
Due soci discutono un lancio in ritardo. La domanda è: “Come decidiamo cosa togliere dalla prima versione?”. A collega una casella all’attaccamento a una funzione progettata da lui. B non lo chiama egoista; chiede quale dato dimostrerebbe che la funzione è necessaria.
B osserva poi di temere di deludere un cliente. Terminano con due test: analizzare l’uso reale e chiamare il cliente. Nessuna casella è dichiarata migliore.
Quando aiuta una terza persona
Un terzo neutrale serve con interruzioni, potere diseguale, conflitto attivo o difficoltà a rispettare il silenzio. Protegge il processo, non decide chi ha ragione.
Due conclusioni e poi, forse, un accordo
Ciascuno scrive il proprio riepilogo e un’azione. Un’azione comune nasce solo con consenso reciproco. Non mostrare una nota non rende incompleta la sessione.
Domande sul tema
Possiamo usare la stessa intenzione?
Sì, se riguarda un processo comune. “Come prepariamo il confronto sul budget?” è più adatto di “Chi è il problema?”.
Dobbiamo mostrare tutte le note?
No. Il percorso può essere visibile mentre il testo personale resta privato. La condivisione è una scelta.
Chi facilita?
Una persona può controllare tempo e regole senza ottenere autorità interpretativa. Con conflitto forte è preferibile un terzo neutrale.
Cosa succede se non concordo con la lettura dell’altro?
Si torna all’autore: chi gioca sceglie cosa è utile. L’altro può chiedere fatti, non imporre una verità.
È adatto a una coppia sentimentale?
Sì, ma la storia della relazione aumenta il rischio di accuse. La guida per coppie prevede confini più rigorosi.
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FAQ
Possiamo usare la stessa intenzione?
Sì, se riguarda un processo comune. “Come prepariamo il confronto sul budget?” è più adatto di “Chi è il problema?”.
Dobbiamo mostrare tutte le note?
No. Il percorso può essere visibile mentre il testo personale resta privato. La condivisione è una scelta.
Chi facilita?
Una persona può controllare tempo e regole senza ottenere autorità interpretativa. Con conflitto forte è preferibile un terzo neutrale.
Cosa succede se non concordo con la lettura dell’altro?
Si torna all’autore: chi gioca sceglie cosa è utile. L’altro può chiedere fatti, non imporre una verità.
È adatto a una coppia sentimentale?
Sì, ma la storia della relazione aumenta il rischio di accuse. La guida per coppie prevede confini più rigorosi.
Fonti e metodo editoriale
Questo materiale è destinato all’apprendimento e all’auto-riflessione. Non promette di prevedere il futuro e non sostituisce l’aiuto professionale.